I PORTICI

Sul fianco nord della Cattedrale si protende il solenne portico. Nel secolo scorso, per ingrandire la sacrestia, furono sacrificate tre arcate.; nel primo seicento, o seconda metà del '500, era stata abbattuta la loggia ad ovest, per costruirvi la cappella di S. Crispino.
Il portico è coperto da un tetto a forma di leggio. Le colonne poggiano su basi attiche e terminano in capitelli semplici, ornati di fogliame.
Il portico è coperto da un tetto a forma di leggio. Le colonne poggiano su basi attiche e terminano in capitelli semplici, ornati di fogliame. Le mensole, da cui s'innalzano le cornici del bordo e degli archi a sesto acuto, mostrano ornamenti a forma di stalattiti e di teste appiattite. Fra i capitelli e tra gli archi sono stati incastonati scudi con stemmi vari, fra cui quello aragonese. Non si hanno dati sulla costruzione: lo stemma aragonese potrebbe far pensare al tempo di quella dinastia; ma l'emblema potè esser stato apposto a ricordo del Parlamento del 1337. Improbabilmente, comunque, è l'attribuzione a Domenico Gagini, fatta dal Paternò-Castello a da La Motta, perché l'arco ogivale è estraneo ai Gagini.
Sotto i portici, addossati al muro della chiesa, furono collocati nel 1802 i tre grandi archi riccamente scolpito nel 1656, con episodi della Passione in quello centrale. Essi ornavano i frontoni degli altari dedicati al Cristo che porta la Croce, a S. Rosalia e a S. Bartolomeo.
Sotto il portico si apre la porta che immetteva nella cappella di S. Crispino, sormontata dalla finestra rotonda del '500.