Arroccata su quattro colli che si susseguono in un continuo saliscendi, Nicosia vanta un gloriosissimo passato e ascendenze illustri (da Erbita, Engio o Imacara). Ma, già abitata durante la dominazione araba, l’attuale Nicosia (“città di San Nicolò”) fu probabilmente fondata dai bizantini (secc. VI – VIII d. C.)che, costretti a fuggire dalle loro terre, trovarono rifugio in Sicilia e continuarono a vivere sull’isola anche sotto la dominazione normanna. Da “oppidum Sarracenorum” (agguerrita fortezza di saraceni) divenne cittadina normanna e sveva ed in seguito fu ripopolata da coloni lombardi che hanno lasciato le loro tracce nel dialetto “galloitalico” parlato tuttora.
Nicosia è definita “città dei due Cristi” in seguito alla lunghissima disputa per la supremazia del culto iniziata nel 1340 e conclusasi soltanto negli anni ’60 tra i normanni “Mariani” (di rito latino) ed i bizantini “Nicoleti” (di rito greco). Il Crocifisso della Cattedrale, Padre della Provvidenza e quello di Santa Maria Maggiore, Padre della Misericordia, non dovevano oltrepassare,durante le processioni, i confini dei propri quartieri.


L’itinerario può iniziare da Piazza San Francesco di Paola, in cui si trova l’omonima chiesa annessa all’ex convento dei Paolotti. Nella stessa zona si può visitare il Palazzo Speciale. Dietro al palazzo si nota il cenobio basiliano rupestre di S. Conone e salendo in alto si arriva al Colle dei Cappuccini con l’omonimo convento. Da un colle si arriva ad un altro passando davanti al Palazzo Valguarnera e si raggiunge la scenografica chiesa del Santissimo Salvatore che, solitaria, guarda l’intera città dall’alto di uno strapiombo d’arenaria. Da qui è possibile vedere l’imponente Rocca Palta (sotto gli Aragonesi fortezza medievale) e, in basso Monte Frumentario. 
Nei pressi del Salvatore si possono ammirare una finestra barocca, i resti del palazzo dei baroni di S. Andrea e della chiesa omonima. Continuando per le scale della “salita Salomone” si arriva davanti al maestoso ed imponente Palazzo settecentesco Salomone,. Continuando si arriva in Piazza Garibaldi, cuore e salotto della città. La piazza dalla sobria eleganza, è contornata dalla maestosa Cattedrale di San Nicolò. 
Piazza Garibaldi è contornata dai palazzi baronali Marrocco), Nicosia, Di Falco, La Via e dal Palazzo di città. 
Alle spalle della Cattedrale si trovano il Palazzo Vescovile e quello dei La Motta di S. Silvestro.
Sono alcuni degli edifici della nobiltà, la cui folta presenza fece di Nicosia la città dei 24 baroni.
Da piazza Garibaldi gli itinerari possibili sono due: verso S.Maria Maggiore ed il quartiere normanno, e verso Via F.lli Testa e dintorni.
Però prima, sulle absidi della Cattedrale sono visibili gli antichi pesi e misure, i cui originali erano conservati dentro la chiesa. Un po’ più sotto si trova la chiesa di S. Biagio (annessa all’ex monastero femminile e poi seminario vescovile). la cosiddetta via dei baroni, all’inizio della 
Nel quartiere di S. Maria Maggiore si arriva attraverso la Via Salomone, quale si nota il Piliere
La via Salomone è ricca di antichi palazzi di cui restano portali e stemmi;alcuni sono deturpati, ma altri si conservano ancora bene, come il palazzo La Motta Salinella ed il Palazzo Caprini .
Ancora in Via Salomone si trovano le rovine dell’ex convento di S. Domenica ;più avanti si può ammirare un portale. 
A metà salita si incontra la chiesa di S. Giuseppe. Proseguendo si possono ammirare suggestivi scorci e altre facciate di antiche case nobiliari fra cui il Palazzo La Via e, più avanti, un’iscrizione latina ; a sinistra i resti del Collegio di Maria e la cinta muraria; più avanti il Palazzo Alessi con un bel portale antico.
Arrivati in Via Conte Ruggero si arriva al convento di S. Vincenzo Ferreri . In alto la Basilica di S. Maria Maggiore sovrastata dai ruderi del Castello. Dal quartiere medievale di S. Nicolella con l’omonima chiesetta bizantina si può raggiungere il castello Normanno. Riprendendo la discesa si arriva in Piazza dell’Orologio. Sporgendosi dalla piazzetta si scorge l’antico quartiere di S. Michele ( in cui si rifugiarono i Saraceni dopo la conquista normanna) con l’omonima chiesa .Continuando la discesa si incontrano il Palazzo La Via Sant’Agrippina; ancora il Palazzo Speciale.
Passando davanti alla piccola chiesetta barocca di S. Eligio, si arriva in via P. Vinci ( dal nome del grande madrigalista nicosiano del 1500) dove si trova la bella facciata del Palazzo Speciale di S. Andrea. 
Rientrati in Piazza Garibaldi ci si inoltra per Via Fratelli Testa; scendendo a destra c’è il Palazzo Camiolo, a sinistra l’antica cappella del SS. Sacramento e l’imponente Palazzo Cirino. 
Quasi subito si incontra la secentesca chiesa di S. Calogero, più avanti la chiesa di S. Antonio Abate, di fronte il Palazzo D’Alessandro e a destra il Palazzo Mallia. Poco lontano l’antica chiesa di S. Benedetto.
Ritornando si arriva alla salita di Via Gianbattista Li Volsi (dal nome del grande scultore del ‘600), ricca di palazzi con stemmi e portali in pietra. Vi si trova pure il Santuario del Carmine). Nello spiazzale recentemente è stata posta la statua di S.Pio da Pietrelcina.

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