NICOSIA CITTA' D'ARTE

 

S. Michele Arcangelo

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Chiesa di S. Michele Arcangelo

 

La chiesa è fra le più antiche di Nicosia: secondo alcuni preesisteva all’arrivo dei Normanni. Con più probabilità essa fu eretta, come priorato benedettino, dal Conte Ruggero e donato all’Abate del monastero di Patti. Per mancanza di monaci, forse, allora la chiesa fu affidata al clero secolare, come si deduce dall’explicit del Messale gotico, che fu scritto nel 1346.Divenne parrocchia nello stesso  secolo. L’arcivescovo di Messina, Mons. Manfiolo, nel 1388 le assegnò due cappellani, e il card..Isvalios nel 1511, assegnando 14 cappellani alla Matrice di S. Maria, vi incluse i due di S. Michele che restava « in comunia unita e connessa con S. Maria ». Il suo parroco fece parte del Capitolo della Collegiata sino alla sua soppressione.

La chiesa conserva all’esterno poco della sua vetusta  costruzione: due delle tre absidi rotonde con una elegante cornice, che illeggiadrisce la pesantezza della muratura. Nell’abside centrale, una finestra, ora chiusa, delimitata da arabeschi e da una modanatura ovolata; un’altra simile, ma con l’architrave arcuato, nel transetto a nord, e due altre a feritoia, nella navata di destra, chiuse anch’esse.

La facciata risale al settecento. Fu abbattuto, allora, il portico che si apriva sull’ingresso, alla chiesa fu aggiunta un’arcata e la sacrestia venne congiunta al campanile. La torre quattrocentesca si innalza in posizione avanzata, poderosa nei suoi tre piani, appena alleggerita dalle grandi finestre a sesto acuto, che danno un senso di sobria e maschia bellezza alla solidità della mole.

L’interno conserva l’originaria forma basilicale a tre navate, nonostante i rifacimenti del 1574 (data incisa sul pilastro destro dell’arco maggiore). Dieci colonne in pietra bianca, poggiati su alti piedistalli, sorreggono gli archi a doppio raggio, sui quali poggia il tetto a capriate. Gli archi a destra sono a spigoli smussati, quelli a sinistra hanno i bordi a fune attorcigliata. Sull’arco maggiore che chiude la navata di centro, si apre un grazioso rosone. La cupola quadrata, al centro del transetto, rende ariosa l’abside rotonda, aperta dal grande arco gotico. Sul catino è il Cristo Pantocratore, restaurato nel 1900.

Arricchiscono la chiesa tre statue di grande valore: il S. Maggiore in marmo, attribuita comunemente ad Antonello Gagini, e due in legno di Stefano Li volsi, S. Luca casale e S. Michele, che sono le sculture più vigorose del figlio di G. Battista.Confraternita S. MICHELE ARCANGELO, CON SEDE NELLA CHIESA OMONIMA.

ABITO : visiera e camice rossi, mantello bianco. L’anno di fondazione è incerto si presume tra il 1619-20 , poiché durante le processioni occupa il posto tra la confraternita di Maria SS. Assunta e quella dei S.S. Simone e Giuda.Scopo primario era quello di riunirsi ogni domenica mattina nell’oratorio della chiesa e fare delle opere buone. Scopo secondario era quello di accompagnare i confrati defunti.

 

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