NICOSIA CITTA' D'ARTE

 

 Madonna del Carmelo

Home Page

S. Michele Arcangelo

S. Calogero 

S.Benedetto

S. Antonio Abate

 

Santuario Madonna del Carmelo

  Secondo tradizioni, non solo locali, il convento, avrebbe origini, molto remote. Per lungo tempo isolati eremiti, costruirono, le loro umili celle in questa altura, lontana allora dalla città, e ricoperta di fitta boscaglia.Ad essi si sarebbero aggiunti , alcuni frati carmelitani, che Salimano, aveva cacciato dalla Palestina dopo l’infelice conclusione della terza Crociata.Sorse così la comunità del Carmelo, che nel secolo XIII sarebbe stato visitato da S. Alberto. Il provenzale ci fa sapere che la cappella della Maddalena nella chiesa del Carmine Portava incisa la data della sua costruzione: 1125, che però doveva essere posteriore  alla chiesa.Il Priore del Carmelo di Nicosia era chiamato terzo vocale, perché nei capitoli dell’ordine in Sicilia occupava il terzo posto onore, questo, che  gli poteva derivare unicamente dalla effettiva antichità del convento terzo fra quelli esistenti nell’isola.La chiesa fu ampliata alla fine del XVII secolo e ornata da una grandiosa ed elegante facciata, che la mania demolitrice abbattè nel 1929, per addossare alla chiesa e al convento L’edificio informe delle scuole. Dopo l’ultima guerra è stata restaurata e riaperta al culto, ha ricevuto il nuovo prospetto in stile romanico, sulla parte laterale, ed è stata eretta a Santuario Mariano nel 1964. Nell’interno il famoso altare barocco risalta per la policromia dei suoi marmi nel biancore delle pareti; Elia ed Eliseo, i profeti alla cui scuola si rifà l’Ordine, additano la Vergine dello scapolare sul trono marmoreo. I quadri della via crucis sono opera delicata e vigorosa di Maria Pia Rallo, pittrice catanese. All’interno della chiesa si conserva il gruppo marmoreo dell’Annunciazione del Gagini, relegato nel ripostiglio sotto l’organo moderno, in attesa di una rigorosa sistemazione. Lo sguardo dolce della Madonna, compresa del mistero che si compie in Lei e la soavità dell’Angelo, richiamano la mano di Antonello, mentre nei panneggi e nei plinti esagonali si nota quella degli aiutanti. Le statue ricevettero la decorazione a colori nel 1527, come si legge sulla base della Vergine.

Home Page